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Piero Pelu’

In faccia è il disco della svolta, quello in cui Piero Pelù fa a pezzi ogni condizionamento (“libera la mente prima che si liberi di te”, canta in Tribù, primo singolo) e battezza ufficialmente la sua terza vita. Rimane sempre aperta la finestra sui Litfiba e la camera con vista sul med-rock dei primi sei anni da solista (senza i quali non sarebbe mai nata, ad esempio, Fiorirà), però qui si agisce non per accumulo ma per sottrazione. Musicale, perché, pur essendo un disco fortemente e indiscutibilmente rock, l’impatto sonoro è sorretto da tre soli strumenti, per riportare le canzoni alla loro più pura essenza. E vocale, perché l’interpretazione è meno carica e teatrale che in passato, per meglio sottolineare la forza delle parole.

In faccia ha tante canzoni quante le dita delle mani e si sviluppa attorno a tre temi: appartenenza, comunicazione, lentezza.

Il senso di appartenenza è chiarissimo in brani come Tribù, che ha dato il “la” al disco (“ho scritto almeno dieci versioni, l’ultima, che è finita dentro a poche ore dal mastering, racconta la necessità della condivisione di un vissuto, della bellezza di vivere ciò che appartiene a più persone”), e come Fiorirà, “dedicata a Peppino Impastato, Don Ciotti e a tutti quelli che vivono in luoghi dove la mafia ti entra nelle mutande; anche per loro fiorirà la gerbera, il fiore che serve a non dimenticare”.

L’importanza della comunicazione è emblematica in Velo, brano che fa riferimento alle tre C da coniugare per impostare un rapporto positivo con le altre persone: Convivere, Conoscere, Crescere insieme: “La canzone nasce da un’usanza della cultura islamica che noi occidentali condanniamo perché ci pare barbara; in realtà anche noi abbiamo il nostro burka personale, il nostro velo. Ci nascondiamo, abbiamo maschere e protezioni”. In Velo, a molti anni di distanza da Firenze sogna, ricompare Firenze, la città amata: “Da molto tempo non riuscivo a parlare della mia culla. Sono stato anche criticato, mi hanno detto che è da provinciali, però mi sono detto che se devo parlare di me stesso per arrivare agli altri, allora devo parlare anche del luogo in cui vivo. E poi io sono fiero di essere provinciale. Noi viviamo sogni di periferia, come canto in Sorella notte, dove parlo delle sorelle che si vendono per strada e della notte che mi accoglie nelle sue strade e dove unisco il linguaggio cantautorale alla De Andrè con quello rock, più duro e selvaggio”.

Il terzo tema, la lentezza, è nuovissimo nella visione del mondo di Pelù, da sempre convinto che ogni cosa debba essere vissuta all’istante, in presa diretta e sempre buona la prima. “Ho vissuto perfettamente a mio agio nel mito della frenesia e della voracità; non mi sono mai fatto mancare niente, come emozioni né come esperienze. Da qualche tempo, però, ho scoperto, e mi dispiace per Celentano, che anche la lentezza è rock.

Lentezza è un brano che amo molto, dove traccio l’elogio della pacatezza, perché la lentezza è l’equilibrio per restare in piedi”.

Tra un Grand Hotel La Muerte, un Dottor Gion e un Orso Cristallo, In faccia completa i suoi lineamenti. Un disco scritto in otto mesi e registrato in quattro settimane su un massimo di 24 piste a brano (la metà di quelle utilizzate per Uds). La preproduzione e le registrazioni nello studio O-ZONE sono state realizzate con l’uso di energia solare generata da pannelli fotovoltaici al silicio, “perché le energie alternative al petrolio e al nucleare sono pulite, inesauribili e fino ad oggi non hanno generato nessuna guerra”.

Un lavoro finalmente a fuoco (“lo so, negli ultimi sei anni, non mi sono mai fermato, anche se avrei voluto e dovuto”) dove il vecchio Combo lascia il posto a uno spettacolare e affiatato Trio formato da Daniele “Barni” Bagni, Paolino Pol Baglioni e Saverio Lanza, “anche lui fiorentino, anche lui importante nel riavvicinarmi alla nostra città. Io credo che una delle ragioni per cui i Litfiba sono stati così grandi è che, almeno nel loro periodo migliore, erano formati da cinque ragazzi di Firenze. Le radici aiutano, fortificano e cementano. Poi, a volte, ti tocca prendere strade diverse, ma è bello ritrovarsi”. Completano il quadro Alfredo Golino, Mao Granata, Fortu Saccà, Michele Braga e Celso Valli. Musicisti che prestano strumenti e cuore a un cd che, senza fronzoli, arriva allo stomaco e in faccia con la semplice, straordinaria forza del rock.

L’album “In faccia”, prodotto da Piero Pelù, sara’ disponibile anche nel formato DualDisc, contenente materiale backstage della lavorazione del disco, un’intervista a Piero Pelù, registrazione live del singolo “Tribù”, il videoclip a cartoni animati “L’alba del giorno prima” realizzato da Tiziana Vasta su musica di Piero Pelù e Bisca per il progetto di conservazione e protezione dell’ambiente promosso dalla Commissione Europea, oltre all’audio di tutti i brani ad alta risoluzione (24 bit).

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