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Estelle

Potrà anche essere una ragazza nata e cresciuta nella zona Ovest di Londra ma ci sentiamo di dire che la ventisettenne Estelle Swaray è assolutamente a suo agio immersa nell’energia di New York, da poco la sua città adottiva. È molto determinata e con la giusta spavalderia. Una di quelle con la spinta energica. Ed è una cantante/compositrice/produttrice/rapper che non ha paura di assumersi dei rischi. Il breve periodo intercorso dal suo arrivo a NYC da Londra nel Maggio 2007 ad oggi è stato una vera e propria girandola d’eventi ed ora Estelle si prepara alla grande per il suo rientro nella scena musicale con Shine, il suo secondo album. È la prima artista a pubblicare un disco per la Homeschool, la nuova etichetta di John Legend, in collaborazione con l’Atlantic Records. È il suo debutto per una major e per il mercato americano ma con la filosofia della Homeschool sul controllo artistico e sulla buona musica soul, far parte di questa scuderia è l’essenza stessa di tutto quello che Estelle rappresenta. “Tutte le mie canzoni trattano al 100% della mia vita,” dichiara Estelle. Se il suo album di debutto, The 18th Day, pubblicato nel 2004 dalla V2 Records, lo fece completamente da sola, per la realizzazione di Shine Estelle si avvale per la prima volta di altri produttori e artisti, ed è emozionata e soddisfatta dei risultati raggiunti da queste collaborazioni. Kanye West, Swizz Beatz, Wyclef Jean, Will.i.am, Mark Ronson e Cee-Lo & Jack Splash prestano tutti il loro talento, sotto la produzione esecutiva di John Legend. “Il suo sound è una miscela unica di hip hop, pop, reggae e soul,” spiega Legend. “Ha una voce speciale, diversa da qualunque altra della musica mainstream di oggi, ed è davvero capace di scrivere musica. Compone testi attuali con melodie indimenticabili. Lo avevo già notato quando avevo per la prima volta lavorato con lei nel 2004.” Continua, “Sono emozionato ed onorato che Estelle sia la prima artista della mia etichetta, la Homeschool Records. Credo che il mondo intero s’innamorerà del suo album. A me è già successo. Estelle è un talento straordinario, destinata a fare grandi cose.” Gli ammiratori del suo primo disco noteranno una nuova fiducia in sé stessa e un’inequivocabile femminilità del sound, in parte perché Estelle canta molto di più in Shine di quanto avesse fatto nel suo album di debutto. Fu Legend che la convinse che era giunto il momento d’ampliare la sua identità di rapper aprendosi e cantando. “Smisi di aver paura,” afferma e il sound che ne risulta è molto maturo, profondo e diverso da quello di qualsiasi altro di quella scena. Nata seconda di otto figli in una famiglia estremamente religiosa, da madre senagalese e padre originario dell’isola caraibica di Grenada, Estelle imparò presto ad assumersi le proprie responsabilità e quelle nei confronti della famiglia, oltre a come sfuggire alle pressioni della vita quotidiana attraverso la musica. Nonostante sua madre avesse bandito l’ascolto di musica profana in casa, la piccola Estelle subì l’influenza della musica Africana e del gospel (oltre alle radici reggae e dub del suo patrigno, originario delle Indie Occidentali) grazie ad un impressionante sistema hi-fi fatto in casa. A scuola, furoreggiava il sound del pop degli anni ’80. Da lì a poco, la giovane Estelle sarebbe uscita di nascosto di casa per ascoltare l’hip hop. “La vita ti offre molto di più che prendere solo quello che qualcuno ti da,” dice Estelle. Una filosofia che ha spesso soddisfatto i suoi desideri. Si trasferì a New York di propria iniziativa. La sua solita grinta fu in grande spolvero anche quando s’imbattè in Kanye West fuori dalla Roscoe’s House of Chicken and Waffles durante un viaggio predestinato a Los Angeles. Raccolse il coraggio per avvicinare la star e gli chiese di essere presentata a Legend. Una volta che i due divennero amici, spinse la sua etichetta a permetterle di aprire i concerti dello stesso Legend durante il tour europeo di Get Lifted, un’accoppiata che avrebbe resistito per due anni e che successivamente avrebbe generato il contratto per la Homeschool. La traccia che da il titolo all’album è stata prodotta da Swizz Beatz. “E’ il proseguimento di ‘1980’,” racconta Estelle, riferendosi al singolo del 2004 in cui raccontava a ritmo di rap com’era crescere a Londra. “Sono io, pura e semplice come più non potrei essere. Tira fuori un sacco d’insicurezze ma allo stesso tempo continuo a provare ad essere solo me stessa. Per quanto possa farti credere che sia una donna forte, quella donna forte è ancora piuttosto vulnerabile, che poi è abbastanza tipico della maggior parte delle persone.” Altri brani includono “Magnificent”, un’esplosiva dancehall party jam prodotta da Mark Ronson con la partecipazione di Kardinal Offishall. Ronson aveva notato la giovane rapper molto prima che Shine apparisse sulla scena. “Mi trovavo in Inghilterra circa quattro anni fa e vidi il video del suo primo singolo, ‘1980’,” racconta. “Due ore più tardi mi precipitai in un negozio di dischi per acquistarlo – il che vi dovrebbe dare l’idea di quanto mi avesse impressionato. Estelle è una cantante, una rapper, un’arrangiatrice e una compositrice di grande talento. Non riesco a pensare a nessun altro che riesca a fare tutte quelle cose bene quanto lei. Tutte le volte che ci ritroviamo in studio a lavorare, non se ne viene mai fuori con un’idea che non sia sorprendente.” Volarono scintille anche tra Estelle e Will.i.am quando registrarono il primo singolo per il mercato americano, “Wait a Minute (Just a Touch)”, ancorato a terra da un giro sperimentale di “I Put a Spell on You” di Screamin’ Jay Hawkins. Quando poi Legend richiese “un hit”, i due se ne vennero fuori con “American Boy”, un brano dal sapore funk che è il primo singolo per il mercato europeo. Parlando in tono divertito della canzone, che vede la partecipazione di Kanye West, Estelle dichiara: “Ho dato alle signore un nuovo inno di cui cantare!” Le canzoni d’amore dell’album, seppure sensuali, quando trattano dei problemi di cuore della vita moderna rivelano una certa durezza. “Sono una donna vera. Ho avuto relazioni e ne sono rimasta ferita. E ho ferito altre persone.” Quando si ritrovò nella cabina dello studio di registrazione con Wyclef per “Substitute Lover”, la risposta di Estelle ai gridolini che dominano le radio hip-hop, Wyclef disse che non aveva mai lavorato con un’artista che gli ricordava così tanto Lauryn Hill, soprattutto per la capacità d’improvvisare di Estelle. “Lo feci pensando, ‘Fammi solo dire quello che penso’, e poi si scoprì che un sacco di donne la pensavano allo stesso modo.” Nei negozi ad Aprile 2008, Shine è una miscela di suoni davvero originale. In cui il Senegal incontra Londra e salta dall’altra parte dello stagno. Dove il funk s’incunea tra il reggae e l’R&B. Da qualche parte fuori da questo mondo è dove

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