88 tasti, uno sgabello e un microfono. Date queste cose a Peter Cincotti e vi porterà ovunque. Come un pilota nella sua cabina, appena Cincotti si siede a un piano è come se il mondo fosse sulla punta delle sue dita. E stavolta, come suggerisce il titolo del suo attesissimo nuovo album Long Way From Home, andrà molto lontano.

«Non ho mai usato il piano in questo modo. Qualche anno fa ho iniziato ad immaginare un album che riporti un piano attivo e ritmico nel panorama della musica contemporanea.

Peter ha imparato a suonare lo strumento nello stesso momento in cui ha imparato a parlare e camminare. È parte integrante di lui e un elemento essenziale della sua vita. «Non è mai stata una cosa che ho pianificato di fare, l’ho fatta e basta,» ricorda. «E man mano che invecchio, ho dovuto fare i conti con il difficile equilibrio tra imparare e imparare troppo: se diventi troppo cervellotico, sei finito.»

Nato a New York ma dalle innegabili radici italiane, Cincotti ha passato gran parte della sua infanzia andando a scuola di giorno e suonando nei club di notte. Il leggendario produttore Phil Ramone era là una di quelle notti, e questa circostanza ha portato Ramone a produrre l’album di debutto di Cincotti che ha raggiunto la prima posizione nella classifica jazz Billboard, facendo dell’allora diciottenne Cincotti il più giovane a raggiungere questo risultato. Da allora, Peter si è esibito nelle venue più prestigiose del mondo, dalla Carnegie Hall a L’Olympia di Parigi, e ha collaborato con artisti di ogni genere e provenienza, da Andrea Bocelli a David Guetta. Nel suo percorso, il suo stile di scrittura vivace ha catturato l’attenzione del vincitore di 16 Grammy Awards David Foster, che ha prodotto il terzo album di Cincotti East of Angel Town.

Le esperienze di Peter hanno plasmato la sua musica nel corso degli anni, modificando gli strati del suo sound e il suo stile. Per questo motivo, i suoi fan aspettano ogni suo album come gli appassionati di lettura aspettano di leggere il capitolo successivo di un bel libro. Cincotti ha trasformato i generi e mescolato le influenze in una varietà infinita di modi, e attualmente la sua storia si espande su terreni inesplorati nel nuovo album Long Way From Home, atteso per quest’anno. Scritto, arrangiato e prodotto da Cincotti, questa raccolta di canzoni è il risultato dello «spostare i miei pianoforti in una casa sulla costa del Jersey, costruire uno studio di registrazione e trascorrere gran parte degli ultimi due anni al quadro di comando», spiega. «È stato grandioso lavorare durante la notte senza avere dei lamentosi vicini newyorchesi ed esplorare ogni idea che mi passasse per la testa. Sono piuttosto sicuro di essere diventato parzialmente matto durante questo lavoro. Ad un certo punto, ogni volta che mi addormentavo, una nuova canzone si introduceva in qualsiasi sogno stessi facendo, così mi svegliavo e prendevo nota. Diversi pezzi di quest’album sono stati scritti così. Ero arrivato a un punto che non mi sembrava nemmeno di star componendo, ma solo trascrivendo ciò che già esisteva.»

Il concerto di Peter Cincotti del 15 luglio si inserisce nella rassegna PianOstuni, il festival dedicato al piano e alle sue incredibili sfumature espressive, che per il secondo anno consecutivo invaderà con le sue note i vicoli, le piazze e i chiostri di Ostuni con ospiti come Stefano Bollani, Tigran Hamasyan, Remo Anzovino, Dargen D’Amico e Ahmed Ahmad.

 

www.petercincotti.com

 

PETER CINCOTTI

 

Sabato 15 Luglio 2017

Ostuni (BR), PianOstuni

 

Ingresso gratuito