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Madness

www.madness.co.uk

I Madness sono Graham “Suggs” McPherson (voce), Cathal J “Chas Smash” Smyth (voce e tromba), Mark “Bedders” Bedford (basso), Daniel M. “Woody” Woodgate (batteria), Lee “Kix” Thompson (sassofono), Christopher “Chrissy Boy” Foreman (chitarra) e Mike ” Mr. B” Barson (tastiere). La loro musica è un mix originale e divertente di ska, rocksteady, beat, reggae e pop che verrà definito dagli stessi componenti del gruppo “nutty sound” (“suono pazzoide”, più o meno). Nel 1977 Barson, Thompson, Foreman e Smith formano gli Invaders, un gruppo che ha le sue radici nel nord di Londra (Camden Town e vicinanze). Un anno dopo arrivano anche McPherson, Bedford e Woodgate e nel ’79 il gruppo cambia nome: in circolazione c’è già una band omonima e di maggiore successo e i sette decidono di ribattezzarsi Madness prendendo ispirazione da una canzone di Prince Buster, re dello ska. In marzo entrano a far parte della scuderia 2-Tone, etichetta specializzata in ska revival che ha in scuderia gruppi come Specials, Beat e Selecter: il primo singolo “The prince” (un altro tributo al leggendario Buster) viene distribuito ai negozi in ottobre e raggiunge la posizione numero 16 delle classifiche inglesi. Il grande successo arriva però con il passaggio alla Stiff Records e la pubblicazione del primo album, ONE STEP BEYOND… (novembre 1979). Il singolo omonimo, “rubato” ancora una volta a Prince Buster, diventa un grande successo a livello locale (n. 7 in Inghilterra) e poi in tutta Europa conseguendo ottimi riscontri anche in Italia dove viene tradotto come “Un passo avanti” ma ancora meglio fa l’album che in patria raggiunge il n.2 restando in classifica per ben 78 settimane. I Madness sono ormai famosi a livello internazionale: il loro modo di rivisitare lo ska, l’esuberanza dei concerti, i testi delle canzoni che raccontano con semplice efficacia la vita di tutti i giorni e i problemi dei giovani sono accolti con entusiasmo dal pubblico, anche oltreoceano. In Italia una delle canzoni più conosciute è “Our house”, ma anche “House of fun” (racconto surreale di un ragazzo che si reca in farmacia a chiedere dei preservativi) o “Baggy trousers” (un’ode ai tempi della scuola) sono dei piccoli gioielli. Accanto alle canzoni si segnalano per qualità anche i videoclip, divertenti, rumorosi e pieni di inventiva. I primi anni ’80 segnano il momento più felice del gruppo: album regolarmente in classifica, tour anche negli Stati Uniti e in Giappone, un film. Ma la discesa è ormai vicina. Una delle menti più brillanti, Mark Bedford, inizia a sentire il peso del successo e nel 1983 decide di andare a vivere in Olanda. E’ l’inizio della fine: “Yesterday’s men” (1985), pur riuscita, risente della mancanza di un fine tastierista come Barson, lo scrittore più prolifico del gruppo, mentre la cover di “The sweetest girl” degli Scritti Politti, nel 1986, non va oltre il 35° posto delle chart inglesi. Nel luglio di quello stesso anno i Madness si esibiscono nel loro concerto finale. Due anni dopo una parte dei membri originali dà vita a una reunion sotto la sigla The Madness, ma i risultati non sono confortanti e il successo degli anni precedenti ormai un ricordo. Calato il sipario, i fan non dimenticano la band e nel 1992 accade il piccolo miracolo: la nuova collezione di hit su tre cd, DIVINE MADNESS, raggiunge la vetta della classifica inglese e il gruppo decide conseguentemente di regalare ai fan due concerti al parco londinese Finsbury Park. E’ un successo di proporzioni inimmaginabili che induce la band a ripetere periodicamente l’evento, che da allora viene conosciuto con il nomignolo di Madstock (gioco di parole tra Madness e Woodstock). Il 1999 segna il ritorno in studio della formazione originale con un album di nuove canzoni, WONDERFUL, che celebra i vent’anni di carriera. La stessa formazione, anni dopo, si rimette a girare i piccoli club degli esordi riproponendo il repertorio ska, reggae, rock e soul che ne ha ispirato i primi passi sotto il nome di Dangermen: dall’esperienza nasce, nel 2005, un nuovo album coprodotto dal giamaicano Dennis Bovell, THE DANGERMEN SESSIONS VOLUME ONE. Alla fine del 2006, i Madness – a cui si ricongiunge Foreman – incominciano a lavorare al materiale per un nuovo album. II singolo “Sorry” esce nel marzo 2007, a cui segue una nuova registrazione del brano “NW5 (I would give you everything), uscita a gennaio 2008. Dopo oltre due anni e mezzo di fatiche, e qualche slittamento di data, alla metà di maggio del 2009 è finalmente pronto il successore di studio di “Wonderful”. Il disco, atteso al varco da buone recensioni da parte dei media britannici (BBC, Mojo, Uncut, Times, Daily Telegraph), si intitola THE LIBERTY OF NORTON FOLGATE..

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MADNESS – Milano

8 maggio 2010
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