Dopo quattro anni di assenza dal territorio italiano, fa il suo ritorno la più importante delle punk band tedesche. I DIE TOTEN HOSEN nascono da qualche parte tra la Ratinger Straße a Düsseldorf e l’Okie Dokie a Neuss. Nel dicembre del 1981, questo piccolo club ospitò l’ultimo concerto di una punk rock band, chiamata ZK, della quale facevano parte Campino, Kuddel e, ad un certo punto, Andi. Poco dopo Breiti, che era in prima fila durante il concerto dell’Okie Dokie, si unì a loro, dan.... Leggi ancora
Dopo quattro anni di assenza dal territorio italiano, fa il suo ritorno la più importante delle punk band tedesche. I DIE TOTEN HOSEN nascono da qualche parte tra la Ratinger Straße a Düsseldorf e l’Okie Dokie a Neuss. Nel dicembre del 1981, questo piccolo club ospitò l’ultimo concerto di una punk rock band, chiamata ZK, della quale facevano parte Campino, Kuddel e, ad un certo punto, Andi. Poco dopo Breiti, che era in prima fila durante il concerto dell’Okie Dokie, si unì a loro, dando vita , in questo modo, alla line-up definitiva. Da questo momento in poi, il loro motto fu: “Suoniamo nello stesso modo in cui guidiamo: non particolarmente bene, ma sempre il più velocemente possibile”. Da allora, la band tedesca ha venduto qualche milione di album, numerosi dischi d’oro e di platino e varie volte raggiunse la vetta delle classifiche discografiche. Nel 1988 i Die Toten Hosen ebbero un enorme successo in seguito alla pubblicazione dell’album “Ein kleines bißchen Horroshow” da cui venne tratto il singolo “Hier kommt Alex”. Durante la loro carriera, i Die Toten Hosen hanno suonato in moltissimi Paesi sparsi in tutto il mondo: dagli Stati Uniti all’Europa, passando per Sudamerica e Asia. Hanno partecipato a festival accanto a band del calibro di Bad Religion e Faith No More ed hanno ricevuto l’applauso di formazioni punk internazionali quali Green Day, Social Distortion e Therapy?. Il loro impatto dal vivo è strepitoso ed amano esibirsi in venue a dir poco insolite: è capitato che alcuni dei loro concerti si siano svolti in ospedali psichiatrici, monasteri e carceri. I Die Toten Hosen di sono distinti per alcuni stravaganti episodi ormai leggendari. Ad esempio, hanno acquistato un giocatore di football per la loro squadra preferita, la Fortuna Düsseldorf (1989); sono diventati i proprietari dell’isola Helgoland (1986); sono stati i protagonisti di una partita ad hockey contro i Leningrad Cowboys (1995); hanno dato vita ad una performance di sette ore durante il carnevale a Düsseldorf (1996). Oltre a tutte queste attività insolite, si sono fatti promotori di varie iniziative benefiche a favore dell’ambiente e contro movimenti filo-nazisti e xenofobi. La parabola ascendente che ha caratterizzato la carriera della formazione tedesca durante gli anni ’80 è proseguita anche nel decennio successivo. Il 1996 vide il successo dell’album “Opium für Volk”, le cui vendite raggiunsero addirittura il milione di copie. Tre anni dopo, nel 1999, fu pubblicato il loro album più recente “Unterblich” che entrò immediatamente al primo posto della classifica tedesca e da cui fu tratto il singolo “Shön sein”. Nel 1997, inoltre, gli Hosen hanno festeggiato, con un concerto sold out allo stadio di Düsseldorf, la millesima performance live della loro carriera. Dagli inizi ad oggi, i Die Toten Hosen non hanno cambiato modo di fare musica. Continuano a suonare spessissimo, a trasformare i loro live show in vere e proprie feste e a rendere infuocata l’atmosfera dei locali in cui si esibiscono.