Pantera
I critici di tutto il mondo, dovendo scrivere dei Pantera, hanno dovuto superare loro stessi alla ricerca di aggettivi adatti per descrivere questo fiero e selvaggio quartetto: “Bot kicking”, “A metal massacre”, “Crushing”, “Searing” – e la lista potrebbe andare avanti ancora a lungo. Connettiti ai numerosi web sites gestiti dagli accaniti fans sparsi per il pianeta, e troverai intere pagine colme di veri e propri testamenti di fedeltà nei confronti della band: “They never s.... Leggi ancora
I critici di tutto il mondo, dovendo scrivere dei Pantera, hanno dovuto superare loro stessi alla ricerca di aggettivi adatti per descrivere questo fiero e selvaggio quartetto: “Bot kicking”, “A metal massacre”, “Crushing”, “Searing” – e la lista potrebbe andare avanti ancora a lungo. Connettiti ai numerosi web sites gestiti dagli accaniti fans sparsi per il pianeta, e troverai intere pagine colme di veri e propri testamenti di fedeltà nei confronti della band: “They never sold out”, “They are heavy as shit”, “They always speak their mind”, “They don’t give a flying fuck about any of the other”. Provate allora a chiedere a Phil Anselmo, il carismatico, quasi senza pietà, frontman dei Pantera, riguardo le motivazioni che li hanno portati all’attuale successo e sentirete le verità riguardo un fenomeno musicale che non ha mai accettato compromessi. “Siamo sopravvissuti a qualsiasi fottuto trend. Heavy metal, Grunge metal, Punk metal, Rap metal – e siamo ancora qui. Abbiamo fatto capire a tutti che non scherziamo per un cazzo. I nostri fans sanno che siamo sempre nella stessa direzione.” Ora, con REINVENTING THE STEEL, il loro primo album in studio negli ultimi quattro anni, i Pantera possono nuovamente far parlare la loro musica, e, come ha già notato in passato un giornalista: “Li puoi sentire arrivare da un miglio di distanza.” Il nuovo disco segue i successi del gold selling “Offical Live: 101 Proof” del 1997, proponendo un’intensità ed una profondità che fa di questa band la quintessenza del modern metal. “Ci siamo presi più tempo per questo album, molto più tempo del solito”, afferma Vinnie. L’album è stato composto quasi interamente in Texas presso lo studio casalingo di Vinnie, e vanta come produttori esclusivi lo stesso Vinnie Paul e Dimebag Darrell. Anche Terry Date, produttore che aveva più volte aiutato la band nella realizzazione dei precedenti album, ha acconsentito al fatto che fosse giunto il momento per Vinnie e Dimebag di affrontare da soli questo compito. “Terry era molto contento di questa scelta” ci racconta Vinnie. “Tutto è sembrato una naturale evoluzione per poter lasciare a noi la possibilità di metterci alla prova. Ci siamo concentrati e abbiamo lavorato ad un livello più maturo, lavorando al progetto soli pochi giorni alla settimana. Questo modo di lavorare ci ha dato modo di avere una migliore visione di ciò che volevamo ottenere.” “E’ stato grandioso avere Vinnie e Dimebag come produttori” sostiene Phil. “Siamo stati liberi di fare ciò che più ci sentivamo senza alcuna pressione. 100% bullshit proof. L’evidenza di questo è nella musica. Abbiamo partecipato in maniera così unita alla riuscita dell’album che è possibile sentirne l’energia.” Alcune brutali tracce come “Revolution Is My Name” e “We’ll Grind That Axe For A Long Time”, pulsano con quella irrefrenabile cattiveria che i nostri fan hanno imparato ad assimilare nel corso degli anni, il tutto creato sotto l’attenta supervisione di Vinnie e Dime. “ We’ll Grind That Axe” è un modo di essere, il nostro motto” dice Phil. “Continueremo a spaccare maledettamente il culo, dando tutti noi stessi, sino a quando non potremo farlo più. I nostri fan possono stare tranquilli, siamo tornati!!!” Ed è come se non se fossero mai andati. La loro ascesa ai vertici della musica metal ha rappresentato una sorta di miracolo, se si considera che ciò è avvenuto senza alcun supporto radiofonico né televisivo. Con quattro dischi d’oro a loro attivo, 3 gold home video e due Grammy nominations, i pantera hanno appena iniziato ad ottenere i riconoscimenti che meritano. L’istancabile tour del loro album d’esordio “Cowboys From Hell” del 1990, li ha visti esibirsi ovunque, dai piccoli club del Texas al leggendario Ozzfest. Andare in tour con i propri idoli è stata una delle più grandi esperienze della carriera dei Pantera. Una delle più incisive canzoni dell’album “Yesterday Don’t Mean Shit” è stata ispirata al loro recente Black Sabbath Reunion Tour. “E’ stata la prima canzone scritta per il nuovo album e credo che abbia aperto la strada alle successive.” La stessa ispirazione li aveva in passato portato alla composizione del loro classico “Vulgar Display Of Power” del 1992, del numero uno nella classifica di Billboard “Far Beyond Driven” (1994), sino al loro ultimo lavoro in studio del 1996 “The Great Southern Trandkill” (quest’ultimo fu il primo lavoro realizzato in Texas nello studio della band). “Questo ha fatto assolutamente la differenza” spiega Vinnie. “Possiamo controllare in modo totale il nostro destino adesso, ed è esattamente ciò che desideravamo.” La loro determinazione nell’affrontare estenuanti tour e la fiera dedizione ai loro fan, li ha vaccinati contro le comuni malattie che hanno rovinato innumerevoli rock bands, facendoli diventare un punto di riferimento per tutte le integre menti rock del pianeta. Un riconoscimento che è arrivata in modo assolutamente naturale, ci racconta Vinnie: “Non abbiamo mai provato a fare qualcosa di diverso da ciò che siamo. Il legame tra noi e i nostri fans non può essere spezzato poiché possono identificarsi con noi nel momento in cui siamo ‘on stage’. Su queste cose non è possibile mentire. Philip Anselmo: voce Dimebag Darrell: chitarra Vinnie Paul: batteria Rex Brown: basso

