“NO CONCEPT” è nato in quelle notti, passeggiando con le scarpe da tennis sui marciapiedi caldi, con le antenne alzate per captare qualunque suono mentre nelle dita scalpitava tutta l’accademia che aveva assorbito.
“NO CONCEPT” è il rifiuto di quel concettualismo a tutti i costi che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole sentore del ricordo. La sua musica, strumentale, indubbiamente potrà chiamarsi musica classica contemporanea, ma nel semplice signi.... Leggi ancora
“NO CONCEPT” è nato in quelle notti, passeggiando con le scarpe da tennis sui marciapiedi caldi, con le antenne alzate per captare qualunque suono mentre nelle dita scalpitava tutta l’accademia che aveva assorbito.
“NO CONCEPT” è il rifiuto di quel concettualismo a tutti i costi che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole sentore del ricordo. La sua musica, strumentale, indubbiamente potrà chiamarsi musica classica contemporanea, ma nel semplice significato che è musica di oggi: la musica di un compositore che vuole interpretare il suo tempo, così come tutti i compositori hanno fatto prima di lui. E tutto ciò senza legacci o sovrastrutture.
Nelle tredici composizioni dell’album “NO CONCEPT”, Giovanni Allevi ha voluto esprimere quella sensibilità melodica italiana che lo ha cullato fin da quando all’età di 6 anni sedeva sul divano a gambe incrociate ascoltando, ogni giorno, per intero, la Turandot, ipnotizzato.
“NO CONCEPT” è un disco europeo, e italiano, dove la melodia è ispirata dall’amore con tutte le sue sfaccettature: dall’ebbrezza al sogno, dalla nostalgia all’ossessione, dalla concentrazione su se stessi all’abbandono totale. È un disco che va a spiare un rapporto segretissimo e privato tra l’artista e il pianoforte. Il modo di suonare il pianoforte da parte di Giovanni Allevi e l’amore sensuale presentano un’intima connessione: respiro, slancio, attesa, passione, dedizione.
”NO CONCEPT” significa seguire la propria ispirazione, senza dover rendere conto a sovrastrutture o a meccanismi economici.
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