Jon Anderson, storica voce degli ‘Yes’, è tuttora attivo sulla scena musicale e ha prodotto una ricca discografia solista. Nato ad Accrington, nel Lancashire, il 25 ottobre 1944, ha iniziato la carriera da musicista già nei primi anni sessanta come suonatore di asse da lavare in un gruppo chiamato ‘Little John's Skiffle Group’.
Durante gli anni settanta, fino alla prima metà degli anni ottanta, il suo ruolo negli Yes è stato fondamentale: la sua voce, considerata una voce da tenore .... Leggi ancora
Jon Anderson, storica voce degli ‘Yes’, è tuttora attivo sulla scena musicale e ha prodotto una ricca discografia solista. Nato ad Accrington, nel Lancashire, il 25 ottobre 1944, ha iniziato la carriera da musicista già nei primi anni sessanta come suonatore di asse da lavare in un gruppo chiamato ‘Little John's Skiffle Group’.
Durante gli anni settanta, fino alla prima metà degli anni ottanta, il suo ruolo negli Yes è stato fondamentale: la sua voce, considerata una voce da tenore o da contro-tenore e contraddistinta da un insieme di armoniche che la rendono unica, è stata uno dei tratti distintivi del ‘suono Yes’, ma non solo, ha contribuito come compositore nella maggior parte dei brani, fra cui classici come ‘Close to the Edge’ ed è autore di praticamente tutti i versi.
Nel 1980 lascia il gruppo per dedicarsi più attivamente alla propria carriera solista e alla collaborazione con Vangelis. Insieme incidono due album di successo: il primo album intitolato ‘Short Stories’ esce nell’estate dello stesso anno, il secondo ‘The Friends of Mr. Cairo’, nel 1981. Quest’ultimo album contiene alcuni dei brani più apprezzati mai composti da questa coppia di talenti, come la hit ‘I'll Find My Way Home’ e ‘State of Independence’. Nel frattempo escono anche due album solista dell’artista ‘Song of Seven’ e ‘Animation’, a cui segue un tour trionfale negli Stati Uniti, in cui vengono riproposti brani di Anderson e brani classici degli Yes come ‘Close to the Edge’.
Nel 1983 torna a incidere assieme agli Yes a un nuovo album, 90125, che riscontra un successo di pubblico straordinario e un anno di tour.
Nel 1987 Anderson conosce Flora Nomi, nota come ‘divina madre’ presso i seguaci di Sri Ramakrishna. A questo incontro è associato quello che lo stesso Anderson ha definito un risveglio spirituale: approfondisce la conoscenza della religione e della filosofia dei nativi americani e di altre forme di misticismo e si avvicina alla new age. Nel 1988 Anderson realizza il suo nuovo lavoro solista, ‘In the City of Angels’, in cui i suoi nuovi interessi filosofici e mistici prendono voce: ‘Sundancing’ tratta dell'energia degli Hopi e dei Navajo, ‘New Civilization’ descrive l'avvento di un più alto livello di consapevolezza per l'umanità, ‘Hurry Home’ riprende alcuni dei miti new age relativi alle Pleiadi. Nel frattempo, Anderson decide di abbandonare nuovamente gli Yes, questa volta per riunirsi a Wakeman, Howe e Bruford in un nuovo progetto mirato a un ritorno alle origini dello stile Yes. La nuova band prende il nome Anderson Bruford Wakeman Howe (abbreviato anche in ABWH) e l'anno successivo incide un album omonimo, che riscuote un discreto successo.
All'inizio degli anni '90 ABWH e Yes decidono di tornare a unirsi. Nel 1991, tornato dal tour mondiale con gli Yes, Anderson collabora con il musicista new-age giapponese Kitaro per l'album ‘Dream’, e partecipa a un piccolo tour promozionale con date negli Stati Uniti, in Giappone e in Thailandia. Nell'estate del 1993, Anderson si imbarca per un tour solista nel Sudamerica e nei Caraibi.
Nel 1993, Anderson torna in studio con gli Yes (tornati nel frattempo alla formazione di 90125) per incidere il nuovo album Talk che però è un vero flop da un punto di vista commerciale e gli Yes tornarono a dividersi.
In questi anni, Anderson pubblica una serie di album solisti molto apprezzati: nel 1994 uscono ‘Change We Must’ (Anderson) e ‘Chronicles’ (Jon & Vangelis), nel 1995 ‘The Deseo Remixes’ e ‘Angel's Embrace’ (Anderson) e nel 1996 ‘Toltec’ (ancora Anderson).
Nel 1999 torna agli Yes e pubblica l’album dal titolo ‘The Ladder’ con tour promozionale a seguire e nel 2001 ‘Magnification’, un album da molti salutato come un ritorno ai fasti degli Yes classici, in cui le tastiere vacanti sono sostituite da un'orchestra sinfonica.
Nel 2005, Jon Anderson ha girato l'Europa con il suo Tour of the Universe, il primo tour in cui si esibisce come "one man band", con il solo ausilio di chitarra e tastiera, riproponendo brani della propria carriera solista, dei propri lavori con Vangelis, ed estratti dei pezzi classici degli Yes.
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