Kelis
Sono passati quattro lunghi e caotici anni da quando Kelis catturò per la prima volta la fantasia, gli occhi e le orecchie del pubblico internazionale prendendo a bastonate il boyfriend che la tradiva e mettendosi a capo d’un branco di donne infuriate che si riversavano in strada gridando “I hate you so much right now! Aaaargh!”: così appariva nel video di “Caught Out There,” primo singolo estratto dal suo album di debutto Kaleidoscope (1999). Ora, con la pubblicazione dell’attesis.... Leggi ancora
Sono passati quattro lunghi e caotici anni da quando Kelis catturò per la prima volta la fantasia, gli occhi e le orecchie del pubblico internazionale prendendo a bastonate il boyfriend che la tradiva e mettendosi a capo d’un branco di donne infuriate che si riversavano in strada gridando “I hate you so much right now! Aaaargh!”: così appariva nel video di “Caught Out There,” primo singolo estratto dal suo album di debutto Kaleidoscope (1999). Ora, con la pubblicazione dell’attesissimo nuovo album Tasty, la grintosa ventiquattrenne di Harlem dimostra che occorre un bel po’ di tempo per creare un disco stimolante ma che può valer la pena di attendere quando il risultato è tale da poter essere definito un classico contemporaneo. Costruito sulle solidissime fondamenta fornite dai brani scritti per lei dal Gotha dei produttori hip-hop e R&B contemporanei (tra cui The Neptunes, P. Diddy, Timbaland e Raphael Saadiq), Tasty rappresenta in realtà per Kelis una sorta di debutto. I suoi primi due album (il secondo, Wanderland del 2001, non è mai stato pubblicato negli USA) erano nati sotto la guida di Pharrell Williams e Chad Hugo (The Neptunes), che Kelis conosceva da quando era teenager. Sebbene la loro presenza si senta ancora in cinque tracce dell’album, compresa la fenomenale “Milkshake”, in Tasty Kelis si spinge molto oltre nell’affermare con forza e schiettezza la sua personale visione sulla sessualità e l’identità femminile. In buona parte lei attribuisce questa nuova fiducia in sé alla storia d’amore col fidanzato Nas (che appare in “Attention” e senza dubbio ha ispirato i momenti più sensuali di Tasty) e in parte anche all’enorme popolarità che si è conquistata in Europa, dove si è esibita in tutti i maggiori festival per buona parte del 2000 e del 2001. Kelis Rogers (il nome di battesimo, che si pronuncia con l’accento sulla seconda sillaba, è una combinazione dei nomi dei genitori) cresce in una famiglia della classe media di Harlem. La madre Eveliss, cinese-portoricana, è stilista di moda e il padre Kenneth, afroamericano, scomparso due giorni prima che la figlia firmasse il primo contratto con la Virgin nel 1988, era un musicista jazz e ministro di culto. Da bambina, Kelis canta nel coro della sua chiesa e nel Girl’s Choir of Harlem, dove impara anche a suonare violino, piano e saxofono e frequenta una delle scuole private più prestigiose dell’Upper East Side a Manhattan. A 13 anni, Kelis si rasa a zero e quando le ricrescono i capelli incomincia a tingerli, in successione, di blu, rosso, verde, arancione, biondo platino e rosa. Quando compie 16 anni, dopo essersi iscritta alla rinomata scuola d’arte drammatica La Guardia School for the Arts (l’accademia immortalata nel film “Saranno famosi” e nei successivi telefilm), i genitori rinunciano a cercare di tenerla sotto controllo e la cacciano di casa. Sebbene siano anni tumultuosi, durante i quali deve mantenersi con i lavori più precari, è più che mai decisa a continuare gli studi. Alla scuola La Guardia forma un trio R&B chiamato BLU (Black Ladies United) che dura poco ma attira l’attenzione di diversi personaggi chiave del music business, i quali la aiutano a trovare ingaggi come corista in gruppi rap, tra cui i Gravediggaz, side project di RZA. Ottenuto il diploma, un amico la presenta ai Neptunes, con i quali si stabilisce subito uno stretto legame artistico, e con il loro aiuto riesce alla fine a concludere l’accordo discografico che la porta a pubblicare l’album di debutto Kaleidoscope. Malgrado la popolarità del singolo “Caught Out There”, Kaleidoscope non riesce a conquistare il pubblico americano. La vibrante fusione di funk, hip-hop, R&B, rock e soul (sottolineata dalle ritmiche dei Neptunes) sembra essere troppo ricca di idee e fantasia per imporsi nella programmazione delle radio R&B al fianco dei tanti prodotti di consumo sfornati dall’industria. Allo stesso tempo, il suono innovativo di Kelis è troppo sofisticato e “street-smart” per le radio pop. Ma, mentre negli USA Kaleidoscope stenta ad affermarsi, in Europa ottiene un immediato successo e i tre singoli da esso tratti entrano nei Top 40 in Inghilterra (“Caught Out There,” “Good Stuff” e “Get Along With You”). Nel Regno Unito Kelis riceve anche numerosi premi: il Brit come miglior esordiente internazionale, quello della rivista Q per il miglior video (“Caught Out There”) e quello di NME come miglior cantante R&B. Affiancata da una band di otto ragazze, Kelis consolida la propria fama internazionale presentando un live show galvanizzante, nel quale sovverte ogni aspettativa proponendo un’elettrizzante versione di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana. Due anni dopo, il secondo album Wanderland esce solo in Europa e in Asia a causa della fase di ristrutturazione che coinvolge Virgin negli Stati Uniti. Oltre all’esuberante singolo “Young, Fresh & New”, nel quale Kelis si scaglia contro quanti criticano il suo stile sfrontato, l’album comprende vari pezzi forti, tra cui “Perfect Day” in duetto con Gwen Stefani e con gli altri membri dei No Doubt come gruppo d’accompagnamento, “Easy Come, Easy Go” con Fieldy dei Korn al basso, e “Popular Thug” che in seguito viene riregistrata (con l’aggiunta di un verso di Nas) e inclusa nella compilation del 2003 The Neptunes Present… Clones. Dopo aver passato buona parte del 2001 facendo concerti, sia in Europa sia in America (accompagnando Moby nel suo Area One Tour degli USA e poi suonando prima degli U2 nella parte europea del loro Elevation Tour), Kelis torna negli Stati Uniti, trova l’amore e decide di ribaltare l’idea che ci si è fatta di lei in patria, quella di un fenomeno pop distante e confinato alle platee europee e asiatiche. Rifiuta però di farsi comodamente incasellare in qualche ristretto filone commerciale e si mette a collaborare con una rosa di artisti tra i più diversi tra loro, come Busta Rhymes (“What It Is”), Timo Maas (“Help Me”), Foxy Brown (“Candy”), Richard X (“Finest Dream”), OutKast (“Dracula’s Wedding”), Guru (“Supa Love”) e, naturalmente, Nas (“Hey, Nas”). Nel frattempo, firma un nuovo contratto discografico per il mercato americano, passando dalla Virgin all’etichetta dei Neptunes, la Star Trak (Arista), e inizia a scrivere le canzoni che formeranno il nuovo album, Tasty. Registrato a New York, Los Angeles e Atlanta, Tasty ci presenta una Kelis più matura ma piena di slancio giovanile, seducente ma caparbia, impertinente ma vulnerabile. Il numero di ospiti illustri è ristretto al minimo, con due soli “cameo” di Nas e Pharrell Williams. Naturalmente, molti fan rimarranno sorpresi del discreto apporto creativo da parte dei Neptunes: tuttavia, la loro presenza limitata dà modo all’ascoltatore di conoscere Kelis nella luce migliore, più vera e intima che in passato, grazie anche all’armamentario di ritmiche affilatissime messo a disposizione da Rockwilder, Dame Grease, Dallas Austin e Wyclef Jean. Sebbene Tasty metta in mostra una serie di perle di allegria e irriverenza, capaci di uguagliare o superare il gusto irresistibile del primo singolo “Milkshake” (impresa non da poco dato che il brano è già annoverato tra i favoriti dell’anno per i party più scatenati), tra tutte spicca “Guilty Girl”, prodotta da P. Diddy e sostenuta dalla sublime linea di basso presa da “’93 ’Til Infinity” dei Souls of Mischief. Kelis, che ha scritto la maggior parte dei testi dell’album, in questo brano confessa: “I’m about to make you hate me / ’Cause my eye’s been roaming lately / My heart is guilty, baby / I know, I’m dead wrong.” (“Sto per farmi odiare da te / perchè ultimamente il mio sguardo si volge altrove / Il mio cuore è colpevole, baby / Lo so che ho torto marcio”). “Non sono più la ragazzina dai capelli color arcobaleno che strillava dai vostri altoparlanti”, proclama Kelis. Di sicuro, la piccola vagabonda dei quartieri alti è proprio cresciuta. E Tasty è davvero l’album più saporito che abbia fatto finora!


