George “Buddy” Guy nasce a Lettsworth, Louisiana, il 30 Luglio del 1936. I suoi genitori, Isabell Toliver e Sam Guy, lavorano presso una fattoria della zona e l’intera famiglia abita all’interno di un bungalow di latta dove non arriva neppure la corrente elettrica. Di quel periodo Buddy Guy ricorda: “Avevo 13 o 14 anni quando mio padre mise un impianto di corrente elettrica in casa e decise di comprare una radio e un vecchio fonografo. Quella fu la prima volta che ascoltai Howlin’ Wo.... Leggi ancora
George “Buddy” Guy nasce a Lettsworth, Louisiana, il 30 Luglio del 1936. I suoi genitori, Isabell Toliver e Sam Guy, lavorano presso una fattoria della zona e l’intera famiglia abita all’interno di un bungalow di latta dove non arriva neppure la corrente elettrica. Di quel periodo Buddy Guy ricorda: “Avevo 13 o 14 anni quando mio padre mise un impianto di corrente elettrica in casa e decise di comprare una radio e un vecchio fonografo. Quella fu la prima volta che ascoltai Howlin’ Wolf, Muddy Waters, insomma tutta la musica della Chess Records. Il primo disco che comprai fu Boogie Chillen di John Lee Hooker; come inizio non c’era male!”.
Già da giovanissimo cominciò ad esibirsi con suo fratello dalle parti di Baton Rouge mostrando già un incredibile talento come chitarrista e cantante: “Tutti mi dicevano che ero bravo, ma che nessuno mi avrebbe ascoltato se fossi rimasto a Baton Rouge.” Così, il lunedì mattina alle 8.40am del 23 Settembre 1957, Buddy Guy acquistò un biglietto di sola andata per Chicago, Illinois. Con poco più di $500 risparmiati, una piccola valigia e la sua Gibson Les Paul, il ventenne della Louisiana iniziò la sua scommessa nella grande città dell’Illinois, a quel tempo la capitale del Blues urbano: “Quando arrivai a Chicago i miei più grossi desideri erano di comprare una birra a 21 anni e vedere suonare Muddy Waters.”
Presto si fece notare nel circuito e con una piccola band cominciò a farsi un nome e un certo seguito. Dopo un paio di anni, riesce ad ottenere un contratto con la Chess Records e diviene uno fra i più apprezzati session-man al fianco di gente come Howlin’Wolf, Muddy Waters e Willie Dixon: “L’album acustico di Muddy Waters, Folksinger, che ho registrato in trio con lui e Willie Dixon nel 1964. Me lo ricordo perché dissero a Muddy di cercare qualcuno che sapesse suonar bene la chitarra acustica e lui scelse proprio me…”.
Finalmente nel 1962 gli viene concesso di registrare un suo proprio singolo, ‘Stone Crazy’ che entrò nei primi 15 posti delle classifiche R&B e procurò a Buddy Guy una certa fama nel mondo del Blues e Rock and Roll divenendo addirittura modello da seguire per artisti come Jimi Hendrix ed Eric Clapton, da entrambi citato come una delle più forte influenze.
Nei primi anni settanta Guy comincia a collaborare con il cantante Junior Wells e i duo registrano numerosi album insieme attraversando gli interi anni settanta e ottanta. La critica specializzata considera i lavori dei due come degli assoluti capolavori, capitoli fondamentali nella discografia blues. In seguito i problemi di saluti di Junior Wells, portarono Buddy Guy a meditare un suo ritiro dalle scene, ma in occasione di una sua performance come special guest ad un concerto di Eric Clapton, riesce ad ottenere un nuovo contratto discografico con la Silvertone e tutto ciò gli fa ritrovare entusiasmo e slancio per un nuovo inizio di carriera.
L’album d’esordio con la nuova etichetta è un vero successo, Damn Right, I’ve Got the Blues vince un premio Grammy, anche grazie alla presenza nell’album di musicisti come Mark Knopfler, Jeff Beck ed Eric Clapton. Da segnalare un brano dedicato all’amico Steve Ray Vaughan scomparso un anno prima in un drammatico incidente, Remembering Stevie.
Nel 1993 Feels Like Rain vince ancora una volta il premio Grammy come Miglior Album Blues Contemporaneo. L’anno seguente esce Slippin’In e nel 2001 Sweet Tea che consolida Buddy Guy come uno fra i più prolifici blues dei giorni nostri.
Nel 2003 ha realizzato con la Sony ‘Jammin’ Blues Electric & Acustic’, raccolta di jam-session e nel 2006 ha realizzato, sempre con Sony, un live ‘Live: The Real Deal’, testimonial delle sue performance live più emozionanti degli ultimi vent’anni.
Nel 2007 è uscita la prima parte della compilation che raccoglie i successi con la Chees Records, ‘Buddy Guy on Chess. Vol 1, su dischi Vogue.
Nel Giugno del 1989 Buddy Guy ha aperto un club a Chicago chiamato Buddy Guy’s Legends: “Facciamo musica sette sere alla settimana. Il lunedì c’è un open-jam soprattutto per i giovani: qualunque sia il tuo livello segni il tuo nome, aspetti il tuo turno e suoni! Anche a me capita ogni tanto di fare qualche jam con qualcuno. Così ho iniziato: presentandomi con la mia chitarra nei vari locali e chiedendo di poter suonare, voglio che anche oggi i giovani abbiano questa possibilità”.
Nel 2007 è uscita la prima parte della compilation che raccoglie i successi con la Chees Records, ‘Buddy Guy on Chess. Vol 1, su dischi Vogue.
Nel Giugno del 1989 Buddy Guy ha aperto un club a Chicago chiamato Buddy Guy’s Legends: “Facciamo musica sette sere alla settimana. Il lunedì c’è un open-jam soprattutto per i giovani: qualunque sia il tuo livello segni il tuo nome, aspetti il tuo turno e suoni! Anche a me capita ogni tanto di fare qualche jam con qualcuno. Così ho iniziato: presentandomi con la mia chitarra nei vari locali e chiedendo di poter suonare, voglio che anche oggi i giovani abbiano questa possibilità”.
www.buddyguy.com
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