Le radici della storia dei Kiss affondano nei primi anni ’70, quando i Club del Greenwich Village di New York sono frequentati, fra gli altri, da due ragazzini letteralmente entusiasmati dai Beatles e dal rock inglese caratteristico della decade appena conclusa: Stanley Eisen ed Eugene Klein (in seguito noti al grande pubblico come Paul Stanley e Gene Simmons) non vanno tuttavia molto d’accordo, almeno inizialmente, e continuano ad ignorarsi per un altro paio d’anni, pur frequentando, nell.... Leggi ancora
Le radici della storia dei Kiss affondano nei primi anni ’70, quando i Club del Greenwich Village di New York sono frequentati, fra gli altri, da due ragazzini letteralmente entusiasmati dai Beatles e dal rock inglese caratteristico della decade appena conclusa: Stanley Eisen ed Eugene Klein (in seguito noti al grande pubblico come Paul Stanley e Gene Simmons) non vanno tuttavia molto d’accordo, almeno inizialmente, e continuano ad ignorarsi per un altro paio d’anni, pur frequentando, nella stessa città, gli stessi circuiti musicali. Questa situazione dura fino al 1972 circa, quando i due si ritrovano –quasi accidentalmente, per via della defezione degli altri componenti dei rispettivi gruppi- a suonare nella stessa band (battezzata Wicked Lester). L’avventura dei Kiss comincia a prendere forma: di lì a poco vengono reclutati Ace Frehley (chitarra solista, preferito a JJ French, poi nei Twisted Sister) e Peter Criss (batteria). Sarà in seguito Paul a proporre il moniker “Kiss”, ed Ace a inventare il logo formato da una doppia S, che in un primo momento viene interpretato come adesione all’ideologia nazista (e questo nonostante le origini ebree di Paul Simmons). Il 1973 si apre con la prima esibizione ufficiale dei Kiss, che a gennaio suonano in un locale del Queens, il Coventry. Nei mesi successivi la band si propone in modo esteso sulla scena underground di New York, creandosi una discreta reputazione. Da queste esperienze positive, dal consensi di pubblico ottenuti nel corso delle esibizioni live, nasce l’idea di registrare un demotape per cercare di ottenere un contratto discografico. Cosa che in effetti avviene di lì a poco: nel febbraio del 1974 esce, per la Casablanca Records, l’omonimo disco d’esordio. Già ad ottobre dello stesso anno viene pubblicato, quasi a sorpresa, il secondo album, “Hotter Than Hell”, apprezzato soprattutto in Giappone. Il tour di sostegno alla nuova fatica discografica porta il nome dei Kiss ad imporsi anche al di fuori del Paese del Sol Levante. La band, trascinata dall’impatto sonoro dei brani, dai caratteristici spettacoli pirotecnici e dal look ‘shock’ con cui si sono resi noti in pratica sin dagli esordi, si esibisce in concerti di rilievo a fianco di mostri sacri come Iggy Pop e i B.O.C. Nel 1975 è la volta del terzo disco, “Dressed To Kill”(che contiene brani storici come “Rock Bottom”, “C’Mon And Love Me” e “Rock And Roll All Nite”), un concentrato del più sfrenato rock ‘n’ roll che difficilmente verrà eguagliato per spontaneità e immediatezza dai lavori successivi. Sempre nel 1975 esce la raccolta “Alive!”, che diventa in breve disco di platino, e nel marzo del ’76 “Destroyer”, album (d’inediti questa volta) che mostra una band più matura, forse meno ‘diretta’ che in precedenza, ma capace di lavorare anche su armonie complesse, più tecniche e meno ‘commerciali’( perle come “Detroit Rock City”, “God Of Thunder”, “King Of The Night Time World” e “Shout It Out Loud” ne sono la prova). Con “Destroyer”, i Kiss diventano a tutti gli effetti vere e proprie istituzioni del rock, sbarcando anche in Europa, dove vengono accolti dal pubblico con grandissimo entusiasmo. Tra il 1977 e il 1978 la band si esibisce in alcune delle sale di maggior rilievo degli States, facendo il tutto esaurito in templi del rock come il Madison Square Garden di New York e il Forum di Los Angeles (gig a cui si riferisce il disco “Alive II”). La sfida successiva è il tentativo di pubblicare contemporaneamente 4 solo-album, ognuno a cura di ciascun membro della formazione. L’impresa non riesce del tutto, visto che solo i lavori di Paul ed Ace vengono ben accolti da critica e pubblico, mentre quelli di Peter e Gene (quest’ultimo ancora oggi sul mercato discografico con un disco solista) vengono subito stroncati. Il flop commerciale dell’operazione è forse l’inizio di quei dissapori che avrebbero portato i Kiss allo scioglimento di lì a poco. Prima che questo avvenga esce un altro disco, “Dinasty” (1979), che sotto certi aspetti mostra una svolta più ‘easy-rock’ rispetto ai lavori precedenti . Brani come “I Was Made For Lovin’ You” e “Shure Know Something” rendono infatti evidente un approccio compositivo più morbido e dedito alla melodia. Ma se queste canzoni vengono criticate da una grossa fetta dei fan di sempre (il che in ogni caso non impedisce all’album di raggiungere il platino), hanno tuttavia il merito di rendere i Kiss popolari in paesi che prima li avevano sempre ignorati (come l’Italia). Nel 1980 cominciano i problemi e i conseguenti rimaneggiamenti della line-up. Peter Criss è il primo ad abbandonare la band. “Unmasked”, rilasciato nell’estate dello stesso anno, vede alla batteria il turnista Anton Fig, poi rimpiazzato in pianta stabile da Eric Carr, che accompagna i Kiss nel tour mondiale di sostegno al disco e che figura per la prima volta nei crediti di “Music From The Elder” (pubblicato nel 1981 e piazzatosi appena alla posizione numero 75 delle charts). Le cose vanno sempre peggio, sia in termini di vendite che di rapporti all’interno della formazione: nel 1981 è Ace Frehley ad andarsene. Viene sostituito da Vinnie Vincent, con cui i Kiss registrano “Creatures From The Night” (1982). Il disco va meglio di “Music From The Elder”, ma non supera il 45° posto nelle classifiche. “Lick It Up” (1983), primo album in cui la band si presenta “in borghese”, e il successivo “Animals” (1984), restituiscono al gruppo il platino dopo circa 4 anni di digiuno. Nel 1984 è Vinnie Vincent a lasciare i Kiss. Mark St. John è il nuovo chitarrista, ma anche lui viene rimpiazzato nel giro di breve tempo, a causa di problemi di salute. Subentra dunque Bruce Kulick, che rimane la chitarra solista dei Kiss fino al 1996 . Kulick si rivela essere la persona giusta al posto giusto. Con lui vengono ristabiliti gli equilibri all’interno della formazione, che nel corso dell’ultima metà della decade torna a sfornare una serie di successi (“Asylum” nel 1985, “Crazy Nights” nel 1987 e “Hot In The Shade” nel 1989). Nel 1991 un nuovo, gravissimo problema porta ad un ulteriore revisione della line-up: Eric Carr muore di tumore ai polmoni. Viene sostituito da Eric Singer, con cui, nel 1992, esce “Revenge” (che entra nella Top Ten e diventa disco d’oro), e che nel 1993 partecipa alla realizzazione del terzo capitolo della serie degli “Alive” (appunto “Alive III”). Nel 1996 la formazione originale dei Kiss –Simmons, Stanley, Frehley e Criss- viene ripristinata con tanto di make-up (“Carnival Of The Souls” del 1997 è l’ultimo lavoro in cui il “Bacio” si mostra senza maschera) ed effetti pirotecnici per dar vita ad uno dei tour di maggior successo di quel periodo. E nel 1998, sempre con la line-up originale, viene pubblicato “Psycho Cyrcus”, primo disco d’inediti registrato dalla formazione storica dai tempi di “Dinasty” (1979). Nella stagione ‘98/’99 parte lo Psycho Circus Tour, seguito, nel 2000, dallo U.S. Farewell Tour, con cui i Kiss dimostrano di essere ancora al top della forma. Ma nel 2001, Peter Criss, in disaccordo con Gene Simmons per questioni di ordine economico, lascia ancora una volta la band e viene nuovamente sostituito da Eric Singer per le date in Australia e Giappone del Farewell Tour, al termine del quale anche Ace Frehley abbandona la formazione (al suo posto viene reclutato Tommy Thaier). Il 28 febbraio 2003 viene registrato “Kiss Simphony – Alive IV”, con la Melbourne Simphony Orchestra. Sempre nel 2003 ha luogo una strepitosa serie di date concentrate negli Stati Uniti che vedono on stage Kiss e Aerosmith. Arriviamo dunque al 2004, anno in cui non viene rinnovato il contratto con Peter Criss. Singer lo sostituisce in pianta stabile nel corso di un tour in Australia e Giappone e della successiva serie di concerti negli States con i Poison.
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