Aerosmith
Gli Aerosmith nascono ufficialmente nel 1969, dalla fusione tra la Jam Band del bassista Tom Hamilton e del chitarrista Joe Perry con i Chain Reaction dell’allora batterista Steven Tallarico (la svolta che porterà quest’ultimo a calcare le scene nelle vesti di front man arriva nel 1968, quando i The Left Blanke lo chiamano a registrare in studio le parti di backup vocals –e a tal proposito il bassista dei The Left Blanke, Tom Finn, ricorda: “He was hungry and a good singer, so I put him.... Leggi ancora
Gli Aerosmith nascono ufficialmente nel 1969, dalla fusione tra la Jam Band del bassista Tom Hamilton e del chitarrista Joe Perry con i Chain Reaction dell’allora batterista Steven Tallarico (la svolta che porterà quest’ultimo a calcare le scene nelle vesti di front man arriva nel 1968, quando i The Left Blanke lo chiamano a registrare in studio le parti di backup vocals –e a tal proposito il bassista dei The Left Blanke, Tom Finn, ricorda: “He was hungry and a good singer, so I put him on there”). La prima apparizione pubblica degli Aerosmith risale al 1970, quando la band suona alla Nipmuc Regional High School di Mendon (MA) e poco dopo alla gig organizzata in occasione della Boston University’s Student Union. Il successo ottenuto spinge il gruppo a dedicarsi anima e corpo al proprio progetto musicale, ragion per cui Steven Tallarico, Joe Perry, Tom Hamilton, il batterista Joey Kramer e il chitarrista Ray Tabano decidono di vivere a stretto contatto dividendo un appartamento al 1325 Commonwealth Avenue di Boston. Nel 1971, anno in cui nasce il primo Fan Club degli Aerosmith, Ray Tabano lascia il gruppo (ritornerà dopo qualche tempo come roadie) e viene sostituito da Brad Whitford. La band, definita nella line-up storica che li avrebbe resi famosi in tutto il mondo, comincia così a proporsi costantemente sulla difficilissima scena rock americana, suonando per pochi dollari, ignorando lo sfratto incombente e dovendo rubare nei supermercati per poter sopravvivere. Questa situazione dura fino al 1972, anno in cui Sreven Tallarico cambia il nome in Steven Tyler e, soprattutto, anno in cui gli Aerosmith firmano con la Columbia un contratto di 125.000$ che li porta a registrare (in sole due settimane!) l’omonimo album d’esordio. Pubblicato nel gennaio del ’73 e seguito da un tour durante il quale la band suona a fianco di gruppi come Mott the Hoople, The Kinks, Hawkwind e Mahavishnu Orchestra, “Aerosmith” supera le più rosee aspettative vendendo più di qualsiasi altro disco in quel periodo a Boston. Il brano “Dream On”, rilasciato come singolo a giugno insieme a “Somebody”, diventa poi la canzone più trasmessa da due radio popolari di Boston, la WVBF e la WBCN. Nel marzo del ’74 la formazione del “fabbro volante” termina le registrazioni della seconda fatica discografica, “Get Your Wings”, definita ‘Ace Album’ dal Circus Magazine e divenuta disco d’oro nel ’75. Il 1975 è anche l’anno di “Toys In The Attic”, registrato nei Record Plant di New York ed entrato a far parte, in pratica da subito, della Top 20. La stampa comincia ad accorgersi seriamente della band, che si esibisce in alcune performance di prestigio in apertura a mostri sacri come Kiss e ZZ Top, nonché in una gig di fronte a circa 80.000 persone al Detroit Lion's Stadium, Pontiac Michigan. La definitiva consacrazione degli Aerosmith a neonate icone del rock arriva con il quarto disco, da molti definito l’album più bello del gruppo: “Rocks”, edito nel 1976, diventa in brevissimo tempo disco di platino (risultato raggiunto in tempo ancor più breve dal quinto lavoro della band, “Drew The Line”, pubblicato nel ’77). La leggenda vuole che Slash, chitarra e capo carismatico dei Guns n' Roses assieme ad Axl, durante un tet a tet amoroso avesse completamente trascurato la sua "dama" perchè completamente rapito dalle musiche contenute nell'album. Nel 1978 gli Aerosmith aprono il California Jam II (che vanta la partecipazione di Ted Nugent), il più grande rock festival della seconda metà degli anni settanta . Il gruppo continua il tour per tutto l’anno, inserendo poi nell’album “Live!” i brani eseguiti nel corso dello show. In ottobre Tyler & Co. Fanno il proprio ingresso nel mondo di Holliwood, con un’ apparizione nel film “Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” di Robert Stigwood come gruppo nominato Future Villain Band. Nel 1979 cominciano i problemi: dopo sette anni passati “on stage” in giro per il mondo Joe Perry lascia la band e forma i The Joe Perry Project. Nel 1980 anche Brad Whitford abbandona gli Aerosmith e per gran parte dell’ ’81 Steven Tyler è costretto a interrompere i propri impegni col gruppo a causa di un brutto incidente di moto. Il disco del 1982 “Rock In A Hard Place” è testimone di questa situazione precaria: alle chitarre non più, dunque, Perry e Whitford, ma i rispettivi sostituti Jimmy Crespo e Rick Dufay. Le ferite cominciano però a rimarginarsi nel 1984, quando, proprio nel giorno di San Valentino, Perry e Whitford fanno visita alla loro vecchia formazione nel backstage di un concerto degli Aerosmith all’Orpheum Theater di Boston. La reunion della band, raccolta attorno alla figura dell’ A&R della Geffen John Kalodner, viene annunciata in aprile e viene subito confermata con le 70 date del Back In The Saddle Tour. Gli Aerosmith sono ancora insieme: nel novembre dell’ ’85 un nuovo disco (“Done With Mirror” seguito da un tour mondiale) e di lì a poco il nuovo ingresso della band nelle classifiche dopo circa 6 anni di “digiuno” grazie al remake del brano Walk This Way prodotto da Rick Rubin con la feat. dei rapper Run-DMC. Da lì in poi la storia degli Aerosmith è tutta in ascesa: nell’ ’87 esce il nono attesissimo album, “Permanent Vacation”, destinato a divenire triplo platino; nell’’88 la band vince il primo Mtv Music Awards come miglior video e miglior esecuzione on stage con Dude Looks Like A Lady; nell’ ’89 esce “Pump”, che raggiunge il numero 5 delle classifiche e diviene multi-platino. Nel 1990 il “fabbro volante” decide di concedersi una pausa allo scopo di raccogliere idee e materiale per un nuovo disco. Non trascura però la scena live: significativa in questo senso l’esibizione al Donnington Park e la gig “segreta” al Marquee Club di Londra entrambe con la partecipazione Jimmy Page. Nel 1993 esce finalmente “Get A Grip”, che sale subito al numero 1 delle classifiche vendendo in poco tempo più di 5 milioni di copie. Nel 1994, ad agosto gli Aerosmith aprono il Saturday nights' show in occasione di Woodstock '94, assieme a Metallica, Blind Mellon e Nine Inch Nails. Intanto prosegue il Get A Grip World Tour, che coinvolge America, Europa, Canada e Giappone. Nello stesso anno partono per la prima volta in tour nell'America Latina, aprendo l'Hollywood Rocks Festival a Rio. Nel 1997 “Nine Lives” debutta al numero 1 nelle classifiche statunitensi durante la prima settimana di pubblicazione. Durante le quattro settimane seguenti diventa disco d’oro in sei paesi, platino in uno e doppio platino in due. Nell’aprile 1998 la band registra il pezzo principale per il film Armageddon, intitolato "I Don't Want To Miss a Thing", inserito in un disco contenente anche What Kind of Love are You On?, Sweet Emotion, e Come Together, che raggiunge il platino in quattro settimane. Lo stesso anno gli Aerosmith entrano a far parte della Hall Of Fame. Nell’aprile 2001 viene rilasciato l’ultimo disco di inediti, “Just Push Play”, con cui la band dimostra di essersi spostata verso sonorità che contemplano anche l’apporto consistente dell’elettronica. Gli Aerosmith non abbandonano comunque l’attitudine rock che li ha contraddistinti sin dagli esordi, come attesta il disco di recente pubblicazione, “Honkin’ On Bobo” (marzo 2004), con cui il combo formato da Tyler, Perry, Hamilton, Whitford e Kramer ripropone in veste del tutto personale e assolutamente accattivante alcuni dei maggiori classici del blues anni ’60.






