(hed)pe
Un insistente, fastidioso suono di chitarra che assomiglia a quello della sveglia che al mattino di butta giù dal letto e ti fa smettere di sognare. Due battute dopo entra il tuono della batteria del basso e delle chitarre: Una voce alienata ulula le parole: “Baby, I’m a survivor!” (Baby, sono un sopravvissuto! N.d.T.). Il secondo album degli (hed), intitolato Broke, incomincia così e se questo gruppo di Orange County, California sembra un pochino più incavolato del solito e perché sen.... Leggi ancora
Un insistente, fastidioso suono di chitarra che assomiglia a quello della sveglia che al mattino di butta giù dal letto e ti fa smettere di sognare. Due battute dopo entra il tuono della batteria del basso e delle chitarre: Una voce alienata ulula le parole: “Baby, I’m a survivor!” (Baby, sono un sopravvissuto! N.d.T.). Il secondo album degli (hed), intitolato Broke, incomincia così e se questo gruppo di Orange County, California sembra un pochino più incavolato del solito e perché sente che questo è il suo momento. Al centro degli (hed) c’è la voce del torreggiante Jahred (alias M.C.U.D.) che rovescia la sua rabbia, passione ed anima in accese canzoni come Killing Time, Feel Good e la disperata Swan Dive. In Bartender Jahred butta tutta la sua solitudine sulle prime orecchie che lo stanno ad ascoltare. “Passi da un bar all’altro e bevi… parla del perché la gente cerca di incontrare altra gente,” spiega. Dalla lussuria senza freni alla rabbia che esplode nelle vene, ci sono tutti i lati nascosti della psiche umana in Broke. “I testi sono decisamente più personali in questo album”, dice il cantante di Huntington Beach. Secondo lui l’album d’esordio (che si intitolava con il nome del gruppo) è stato pubblicato nel 1997 e l’EP Church Of Realities (1995) erano meno introspettivi e parlavano più di quello che succedeva intorno al gruppo. Ma Broke riguarda un uomo che si scandaglia nel profondo e cerca di far uscire le proprie emozioni conflittuali in un torrente di imprecazioni ed invettive. “In questo album parlo molto dello stile di vita rock’n’roll perché nessuno di noi aveva esperienza in questo senso quando abbiamo inciso il primo album,” riflette. “Dopo essere stati ‘on the road’ per due anni, questo stile di vita è diventato una parte di noi.” (hed) si sono formati nel 1994 quando Jahred ed il chitarrista Westyle sono diventati amici perché si incontravano sempre agli stessi concerti punk e hip-hop di Orange County. I due musicisti erano stufi delle solite band hardcore e la loro passione per il rap aveva incominciare a guidare le loro energie creative. Ben presto hanno avuto modo di mettersi in contatto con altri musicisti che la pensavano come loro ed hanno incominciato a suonare in alcuni locali. Sopo l’uscita del loro album d’esordio gli (hed) hanno incominciato a percorrere gli Stati Uniti in lungo e in largo per esibirsi dal vivo. Hanno suonato all’Ozzfest con artisti quali Korn, Static-X, Slipknot, Kid Rock, System of a Down e tanti altri. Ad ogni concerto il numero dei loro fans aumentava ed i cinque ragazzi californiani (più Mawk, un espatriato inglese) diventavano sempre sempre più uniti ed il loro sound hip-hop/punk metal sempre più compatto. Inoltre rivela Westyle che è stato proprio verso la fine del tour che il gruppo ha capito quello che non dovevano suonare. “Questo album è più concentrato sul ritmo mentre il precedente era meno disinvolto. Questa volta non ci siamo preoccupati se in un pezzo non c’era molta chitarra o se qualcuno di noi non ci suonava nemmeno; se non era necessario per la canzone andava bene così.” Westyle cita il brano Pac Bell come esempio del ritrovato minimalismo degli (hed). Le chitarre di Chizad ricordano a volte quelle di Roger Troutman mentre gli ipnotici sampler di DJ Product ed il basso di Mawk aggiungono un’atmosfera ultraterrena e notturna. Ed è proprio questa asprezza e questa essenzialità che, con la particolarissima voce di Jahred (a tratti romantica ed oscura, a tratti gelida e soffocata), permettono alle canzoni degli (hed) di arrivare subito al punto e di colpire nel segno. Prodotto da Machine (Pitchshifter, The Step Kings), Broke è ricco di ritmi pesanti e profondi. E proprio quando pensi di aver afferrato una canzone scopri che è ancora più profonda. Feel Good, con il suo potente ritmo di sottofondo (per gentile concessione di B.C.), i ritornelli costruiti su botta e risposta e le voci ospiti di Serj Tankian dei System of a Down e di Morgan Lander dei Kittie parla di una società in cui nessuno si cura più davvero di nulla. Dice Jahred: “Il testo parla della fine del mondo e di come nella cultura occidentale tutti vogliano solo guidare le loro belle auto e divertirsi. Nessuno in questa parte del mondo si preoccupa veramente di coloro che hanno fame o stanno morendo.” Nonostante tutto ciò gli (hed) sono riusciti ad introdurre anche un nuovo calore nel loro sound, calore che si manifesta in brani come Jesus (Of Nazareth) o The Meadow (un pezzo melodico che ricorda gli anni ’70) che lasciano filtrare un po’ di sole sulla città oppressa dalle nubi. “Un’artista israeliana mia amica mi ha mostrato un bellissimo dipinto con due elefanti,” ricorda Jahred. “Ha incominciato a raccontarmi la storia che stava dietro e, mentre parlava, sentivo qualcosa di speciale nella sua voce. Ho dovuto registrarla. La si può sentire in The Meadow mentre racconta una leggenda africana. Era perfetta per l'atmosfera della canzone.” L’entusiasmo degli (hed) per il loro nuovo album è palpabile quando salgono sul palcoscenico. Come dice Jahred la strada è diventata la casa degli (hed) e lo si capisce perfettamente quando si assiste ad un loro concerto. DISCOGRAFIA Church Of Realities (1995) Strageland, “Serpent Boy” (TVT Records – 1997) (hed) pe (Jive Records – 1997) Nativity In Black II: A Tribute To Black Sabbath, “Sabbra Cadabra” (Priority Records/Divine Recordings -2000) Strait Up (Tribute To Lynn Strait) (Immortal Records – 2000) Broke (Jive Records –2000)

