Gli Hellacopters prendono vita nel 1994 quando Nick Royale, Kenny Hakansson, Robert Eriksson e Dregen, il chitarrista dei Backyard Babies decidono di unirsi per registrare un singolo di tre brani per la Psychout, l’etichetta di Royale. Questo disco è ora quotato a più di 150 dollari fra i collezionisti nel mondo!!! Dopo un paio di altri singoli ‘underground’ e numerosi concerti scatenati, i 4 musicisti decidono di firmare un contratto con l’etichetta “White Jazz” di Stoccolma, e c.... Leggi ancora
Gli Hellacopters prendono vita nel 1994 quando Nick Royale, Kenny Hakansson, Robert Eriksson e Dregen, il chitarrista dei Backyard Babies decidono di unirsi per registrare un singolo di tre brani per la Psychout, l’etichetta di Royale. Questo disco è ora quotato a più di 150 dollari fra i collezionisti nel mondo!!! Dopo un paio di altri singoli ‘underground’ e numerosi concerti scatenati, i 4 musicisti decidono di firmare un contratto con l’etichetta “White Jazz” di Stoccolma, e con loro pubblicano il loro album di debutto intitolato “Supershitty to the Max” (1996) – un classico, premiato disco, ‘buttato giù’ in sole 26 ore agli Sunlight Studios di Stoccolma con l’occhio vigile del produttore Tomas Skogsberg.
“Supershitty” alza il profilo del gruppo in Europa e di conseguenza gli Hellacopters si concentrano sempre di più sui tour, fermandosi solo quando sentono la necessità di andare in studio a registrare. I prolifici ‘Copters hanno pubblicato più di 25 singoli con materiale esclusivo dando grande supporto allo sforzo indipendente di etichette di tendenza in tutto il mondo.
Arrivata al 1997, la band prosegue il viaggio ad alta velocità e in breve tempo decide di reclutare il tastierista Bobby Lee Fett come 5° membro della formazione, e di registrare il secondo album “Payin’ the Dues” negli studi Sunlight. Come sempre non resiste a lungo al richiamo del palco – specialmente quando il prossimo tour vede tutti impegnati in una serie di date in Scandinavia assieme alla leggendaria band di New York, i Kiss – formazione che aveva lasciato il segno sul giovane Nick Royale.
L’anno successivo il chitarrista Dregen lascia la band, non potendo più giostrare il suo tempo fra gli Hellacopters e i Backyard Babies. Gli altri quattro si concentrano sul terzo album, che sarebbe poi diventato il leggendario “Grande Rock”.
Nel frattempo, una serie di buoni amici e fidati estranei aiutano a colmare il vuoto lasciato dal chitarrista per permettere alla band di portare il loro autentico rock’n’roll in tour in Australia, Giappone e Stati Uniti. In America il tour coincide con la pubblicazione di “Supershitty” su Man’s Ruin, etichetta di grande tendenza.
Poi, all’inizio del 1999, Robert “Strings” Dahlqvist – ottimo chitarrista – si unisce al gruppo prendendo la posizione sul palco a destra per un tour mondiale sostenuto dalla pubblicazione a giugno di “Grande Rock” su etichetta White Jazz in Europa, oltre in autunno a sia “Grande Rock” che “Payin’ the Dues” su etichetta Sub Pop negli Stati Uniti.
A marzo 2000 seguono altri concerti di successo, dopodichè i celebri 5 vanno agli Studi Polar a Stoccolma per registrare “High Visibility” – il primo album per una major, che li vede sviluppare il loro stile e sound inconfondibili. Prodotto da Chips K. (The Nomads, Sator, The Turpentines ecc) e mixato da David Bianco (Posies, Springsteen, Pavarotti ecc), il risultato è sinceramente uno degli album più originali e provocanti della scena attuale.